Ultima modifica: 20 ottobre 2015
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Gaetano Salvemini

gaetano Salvemini

Gaetano Salvemini attraversò da protagonista, militante coraggioso, politico intransigente, a volte scomodo,  illustre docente e studioso di storia, tutti gli eventi fondamentali del primo Novecento: dai moti socialisti dell’ultimo Ottocento alla  fase liberale giolittiana. Dall’ interventismo nella prima guerra mondiale alla fiera opposizione alla dittatura fascista. Dall’esilio in America al ritorno in patria nel 1949 per il rinnovamento democratico del paese. Non c’è grande evento della nostra storia in cui Gaetano Salvemini non abbia avuto un ruolo cruciale, critico, propositivo, innovatore,  poco accomodante e per questo molto spesso incompreso e controverso.

Agli amici che gli avevano chiesto un suo cenno biografico, Salvemini rispose nel 1942 inviando scarne notizie: di origine meridionale, nacque a Molfetta, provincia di Bari, nel 1873. La sua famiglia era ricca di figli ma povera di denaro. Studiò all’Università di Firenze grazie ad una borsa di studio. Incominciò a insegnare latino a Palermo e poi fu all’Università di Messina ad insegnare Storia medievale e moderna. A Messina, nel terremoto del 1908, perse tutta la famiglia : la moglie, cinque figli e la sorella. Il dolore provocato da quell’evento tragico non riuscì, tuttavia, a spezzare la sua tempra eccezionale. Continuò la sua battaglia politica, incentrata sul tentativo di saldare le rivendicazioni degli operai del Nord con quelle dei braccianti del Sud. Si battè, inoltre, per l’introduzione e per l’esercizio effettivo del suffragio universale. Fu interventista per la necessità di opporsi all’imperialismo tedesco.

Nel 1919 fu eletto deputato in Puglia e si oppose sin dall’inizio al movimento fascista. Per tre anni si astenne dalla lotta politica attiva, ma dopo l’assassinio di Matteotti, tornò a battersi contro il fascismo fino a quando, nel giugno 1925, fu arrestato con l’ accusa di aver partecipato, a Firenze, alla pubblicazione del foglio clandestino Non mollare. L’amnistia del 31 luglio 1925, destinata a liberare dalla galera gli assassini di Matteotti, mise fine al processo contro Salvemini. Questi, rimasto libero, sfuggì alla sorveglianza della polizia ed emigrò in Francia nell’agosto del 1925. Fra il 1925 e il 1932 visse tra la Francia e l’Inghilterra e gli Stati Uniti pubblicando articoli in giornali, riviste, libri e facendo conferenze per rivelare a tutti le vere condizioni dell’Italia sotto la dittatura fascista. Nel 1932 si stabilì negli Stati Uniti, dove fu chiamato ad insegnare all’università di Harvard. Questo periodo di intensi studi fu accompagnato da una militanza costante contro il regime e le storture della dittatura.

Rientrato in Italia nel 1949, dietro invito di Piero Calamandrei, allora rettore  dell’Università di Firenze, riprese il suo posto presso la cattedra di Storia moderna e si impegnò in un’ assidua battaglia laica per la ricostruzione di un’Italia autenticamente libera e democratica. Non smise mai di denunciare gli antichi mali italiani: le inefficienze, gli scandali, le tremende esitazioni di una giustizia che continuava a favorire i potenti. Criticò l’inefficienza  della scuola pubblica, dominata dal nozionismo ed incapace di formare delle vere coscienze critiche. Ebbe ancora numerosi riconoscimenti per la sua attività di ricercatore e storico rigoroso. Visse gli ultimi anni a Capo di Sorrento,  dove morì circondato dai suoi più cari amici nel 1957, ad ottantatre anni.

Nell’assumere la titolazione a Gaetano Salvemini l’Istituto ha voluto ricordare un illustre concittadino e nello stesso tempo richiamarsi ad una pluralità di valori e di riferimenti da lui evocati.  Innanzitutto il riconoscimento dello studio come forma di impegno e l’affermazione del valore della conoscenza come strumento di riscatto e attestazione della libertà e autonomia della persona. Inoltre, in lui e attraverso di lui è possibile cogliere la concreta esperienza di vita di un intellettuale meridionale radicalmente innovatore  e oggi più che mai di grande attualità. Da un lato, egli mise in luce l’arretratezza, ancora semifeudale, della società rurale meridionale e lo sfruttamento economico da parte dei gruppi dominanti del nord sostenuti dallo stato allora fortemente centralistico e burocratico; dall’altro, indicò la necessità di un’alleanza tra operai del Nord e contadini del Sud su obiettivi capaci di fare proprie le esigenze del Mezzogiorno e modificare gli squilibri sociali e di potere. Il suffragio universale, l’antiprotezionismo e un’ organizzazione federalista dello stato furono i suoi cavalli di battaglia. Le novità del suo pensiero e la sua forte denuncia morale fecero di Salvemini una figura  di intellettuale  duro con i nemici e scomodo per gli amici, antesignano del meridionalismo democratico e di una cultura laica impregnata di integrità morale e politica, libera da ogni compromesso.

Nel campo dell’educazione e formazione, fu maestro di tre generazioni di italiani, “professore” nel senso antico del termine, concepì l’insegnamento, quello della storia soprattutto, come strumento di educazione civile e morale. Nessuno che lo conoscesse potè sottrarsi al fascino della sua alta dirittura morale ed egli era convinto che “ il libro del destino è sempre aperto a chi voglia scrivervi la sua parola. Chi non vi scrive nulla, non vi trova nulla. Chi si fa avanti a riempirne le pagine le riempie in proporzione della propria volontà.” L’intitolazione del nostro Istituto a Salvemini risale agli anni Sessanta del secolo scorso, ma oggi è più che mai riconosciuta come un privilegio e un atto di ideale ricongiungimento ad un modello di pensiero che intende la democrazia non solo come un regolamento di leggi ma come modo di vita, moralità nuova, coscienza dei propri diritti e doveri, esercizio libero della critica e rifiuto di ogni dogmatismo. A Salvemini l’Istituto ha dedicato molte attività di studio, sia in occasione di momenti celebrativi ufficiali sia in progetti mirati di formazione e di ricerca. I risultati sono stati pubblicati e fanno parte del patrimonio culturale della scuola.




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