Ultima modifica: 19 ottobre 2018
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Incontro con l’autore “Intoccabili”

   INCONTRO CON L’AUTORE DEL LIBRO: “INTOCCABILI”

Sabato 13 ottobre le classi seconde dell’ITET Salvemini, hanno partecipato all’incontro con l’autore Valerio Lamartire, organizzato e mediato dal Dirigente Scolastico, prof. Sabino Lafasciano, in collaborazione con la libreria “Il Ghigno”, presso la Sala Finocchiaro a Molfetta.

Il trentasettenne Valerio Lamartire, autore del libro “Intoccabili”, ha raccontato la difficile avventura dell’amico Roberto, partito con Medici senza Frontiere per combattere il virus dell’ebola, diffuso in Africa dal 2013 al 2016. Nella prima parte dell’incontro l’autore ha spiegato cos’è l’ebola, un virus altamente contagioso, mortale, trasmissibile attraverso il contatto di sangue o di liquidi corporei, i cui sintomi vanno dal singhiozzo, seguito da tosse o accenni di mal di testa, fino a febbre molto alta e al sanguinamento dagli occhi e dai vari organi e tessuti. Lo scrittore ha raccontato le terribili vicende degli ammalati che scappavano senza avvisare, per non contagiare i familiari e della triste vita nei villaggi, con gli abitanti terrorizzati, barricati nelle proprie case, poiché nessuno, a volte neanche i medici, cercavano di aiutarli. Per i MSF, la difficoltà maggiore è stata dover scegliere poche persone su tante che richiedevano il loro aiuto, a cui somministrare i medicinali a disposizione.

Durante la discussione abbiamo avuto anche l’opportunità di visionare un altro libro, “La foresta innevata”, una favola scritta dallo stesso autore e illustrata da Livio Squeo, presente all’incontro, che ha spiegato come si possono creare immagini che rispecchiano il contenuto di una narrazione.

L’incontro è stato molto interessante e formativo perché abbiamo avuto l’opportunità di capire ciò che è accaduto in altre parti del mondo e quanto fosse difficile per i medici aiutare i malati, curarli e incoraggiarli. Il messaggio principale trasmesso da Valerio durante l’incontro è stato di “aiutare il prossimo”: Roberto è partito per l’Africa con la consapevolezza di rischiare la propria vita per sfidare la più grande epidemia di ebola della storia, al suo ritorno ha potuto raccontare così quello che nessun altro sa.

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